Corsi Sharazad

Chanting Circle

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CHANTING CIRCLE
Lunedì 20,50 – 22,00*
*primo incontro aperto – prenotazioni: centrosharazad@gmail.com

Laboratorio per riscoprire la propria voce ed utilizzarla al meglio sul palco scenico e sul palco della propria vita.

DESCRIZIONE DEL CORSO

Attraverso diverse pratiche di musicoterapia e improvvisazione vocale scopriamo il potere della nostra voce. La voce è il ponte tra il mondo interno ed esterno, più trasparenti diventiamo e più possiamo utilizzarla al meglio.  Ecco perchè la voce è considerata anche uno strumento di guarigione. Più la conosciamo, più ci conosceremo.

Il laboratorio comprende anche l’utilizzo di strumenti ancestrali (campane tibetane, sitar, flauti precolombiani, gong, ecc…) per pulirsi delle frequenze vibratorie che si attaccano al corpo durante la giornata. Nel corso delle lezioni verranno fatte diverse registrazioni per poi eventualmente elaborare dei brani musicali scaturiti dalla pura improvvisazione vocale.

INSEGNANTE CARLOS LA BANDERA
Musicista – Musicoterapeuta

CHANTINGDEFCarlos nato a Città del Messico in ottobre del ’79 inizia il suo percorso musicale all’età di sei anni col pianoforte e successivamente con la chitarra classica. Studia con maestri come Hector Saavedra (concertista di chitarra classica- Città de Messico), Prof. Maestro Semola (chitarra, canto, teoria musicale – Bologna), Maestro Paco Serrano (approfondimento tecnico flamenco – Córdoba, Spagna), Alberto Rodrìguez (specializzazione tecnica sul flamenco – Bologna). Nel 2003 arriva in Italia per approfondire i suoi studi nella Accademia dei Floridi (Bologna), Conservatorio G. Frescobaldi (Ferrara) e nel 2005 a Córdoba (Spagna). Forma nel 2010 la compagnia di Danza e Musica Arte e Frequenza presentando spettacoli, performance e concerti di diversi generi. Nel 2007 intraprende un viaggio in India che cambierà totalmente la sua maniera di concepire la musica: conosce il sitar. Così inizia lo studio dello strumento con Paolo Avanzo (Padova). Nel 2008 abbina lo studio del sitar alla musicoterapia, scoprendo il “vero potere della musica”: la guarigione e il benessere. Affascinato da come le tradizioni antiche consideravano e utilizzavano la musica continua il suo progetto di intreccio musicale tra le diverse tradizioni formando diversi gruppi musicali come Son Los Que Son (2010), Calumè (2010), Son Alebrijes (2012), Flyingarden (2016). Collabora con musicisti importanti come Emilio Bozzano del gruppo Macuiles (2010), Roberto Righini (2015), Marcella Matu Mertanen (2016), Marilyn Festa (2016). Partecipa in diversi Festival di fama internazionale come il Peace in The Park (Oxford); Dings Do FolkFestival (Trieste) e altri. Nel 2015 crea il 1° Festival di Son Jarocho a Bologna per promuovere la tradizione musicale messicana in Italia. Il suo primo album Travel To The Seed Of Sound creato in Islanda (2010) e il suo secondo Music 2 Set U Free (2017) sono colorati da queste due premesse: dare spazio alle diverse tradizioni di incontrarsi (flamenco, son jarocho, son huasteco, ritmi africani, tarantelle, pizzica, sitar indiano); la musica come strumento per conoscersi e ritrovare armonia interna ed esterna. 

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CHANTING CIRCLE
Monday 20,50 – 22,00*

*free trial lesson – max 15 students – reservations: centrosharazad@gmail.com

COURSE DESCRIPTION

Through a variety of music-therapy practices and vocal improvisation, we discover the power of our voice.
Voice is the bridge between internal and external world: the more we become authentic the better we can use it. This is also the reason why the voice is considered a means of healing. The more we get to know it, the more we will know ourselves.

In the laboratory will also be used some ancestral instruments  (Tibetan bowls, sitar, pre-Columbian flute, gong, etc..) to free from those vibrating frequencies that get attached to our body throughout everyday life. During the classes we will make some registrations to then elaborate musical pieces arouse from the vocal improvisation.

TEACHER CARLOS LA BANDERA
Musician – Music therapist

CHANTINGDEF

Carlos La Bandera was born in Mexico City in October 1997. He began his journey into Music at the age of 6 by playing the piano and the classic guitar. He studied with great masters such as Hector Saavedra (classic guitar soloist – Mexico City), Master Professor Semola (guitar, singing, musical theory – Bologna), Master Paco Serrano (detailed study of flamenco – Còrdoba, Spagna), Alberto Rodriguez (detailed study of flamenco – Bologna). In 2003 he arrives in Italy to deepen his study at Academia dei Floridi (Bologna), Conservatory G-Frescobaldi (Ferrara) and in 2005 in Còordoba (Spain). In 2010 he assembles a Dance & Music Company called Art & Frequence organizing performances, shows and concerts of different kinds. In 2007 he undertakes a journey in India which will change completely the way he would see Music: he met the instrument of Sitar. So he starts studying the sitar with Paolo Avanzo (Padova). In 2008 he combines the study of sitar with music-therapy discovering the “real power of music”: healing process and wellness. Inspired by how ancient traditions considered and applied Music, he carried on his project about interconnecting a variety of ancient traditions and he assembled several musical groups such as Son Los Que Son (2010), Calumè (2010), Son Alebrijes (2012), Flyingarden (2016). He collaborates with important musicians as Emilio Bozzano of the group Macuiles (2010), Roberto Righini (2015), Marcella Matu Mertanen (2016), Marilyn Festa (2016). He takes part in several international Festivals such as Son Jarocho in Bologna to promote the Mexican musical tradition in Italy. His first album Travel To The Seed Of Sound made in Iceland (2010) and his second one Music 2 Set U Free (2017) are colored by these two premises: first to create a space for different traditions to meet (flamenco, son jarocho, son huasteco, African rythms, tarantelle, pizzica, indian sitar); then to see the music as a means for meeting and finding harmony inside and outside.


– Sharazàd è un Associazione Culturale affiliata AICS, le nostre attività si rivolgono ai nostri associati – 

Teatro Danza Laboratorio

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ProveSharazàd-5TEATRO DANZA – LABORATORIO – preparazione nuovo spettacolo
Lunedì 18,40 – 20,40 & Giovedì 20,40 – 22,10

Spazio di ricerca individuale e collettiva di attori, danzatori e musicisti, finalizzata alla creazione di uno spettacolo finale.

Il training si orienta verso una ricerca corporea che trae da diverse tradizioni estetiche e da diversi metodi di lavoro la sua fonte metodologica. Finalizzato alla costruzione del corpo scenico, il percorso si focalizzerà sulle strutture coreografiche e la presenza scenica.

Modalità del corso:

PRIMA PARTE (Gennaio – Luglio 2017) – costruzione di un nuovo spettacolo

  • Inizio del laboratorio 9 Gennaio 2017
  • Numero massimo 12 partecipanti
  • gli incontri saranno finalizzati alla nuova costruzione di uno spettacolo finale
  • saranno previsti due incontri settimanali con frequenza obbligatoria (vedi orari Lunedì & Martedì)
  • propedeutico e consigliato il corso A CORPO VIVO (Lunedì)

SECONDA PARTE (Settembre – Dicembre 2017) – costruzione di un nuovo spettacolo

  • Aperto a coloro che hanno già frequentato la prima parte del laboratorio
  • La seconda parte del laboratorio porta avanti il progetto performativo cominciato a Gennaio 2017
  • Sono previsti due incontri settimanali con frequenza obbligatoria
  • Propedeutico e consigliato il corso A CORPO VIVO (Lunedi)

Ultime produzioni del laboratorio:

WINTER ROSES
Spettacolo di Teatro Danza su note di Chitarra classica

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Ancora una volta in scena archetipi femminili, in un’alternanza di rose, spine, profumi e sorrisi.

“La rosa che non canto, quella che è peso e fragranza, quella del nero giardino nell’alta notte, quella di qualsiasi giardino e qualsiasi sera […] ”
La Rosa, Jorge Luis Borges


Regia
Sara Marzaduri

Interpreti
Laboratorio Teatro Danza
Centro Culturale Sharazàd
Ester Braga, Agnes Magyar, Maria Vittoria Cassanelli, Giulia Tarantola, Grazia Schiavone,
Sara Bruscino, Samantha Vichi, Martina Delprete

Musiche
 Francisco Tàrrega, Gaspar Sanz, Johann Sebastian Bach,
Chitarra classica Nicola Miele

Foto locandina
Domenico Paolicelli

Date spettacolo 

  • 2 Dicembre 2016  prove aperte – Fienile Fluò (Bo)
  • 18 Dicembre 2016 prima regionale – AttoZero (Mo)
  • 27, 28, 29 Gennaio 2017 prima bolognese – Teatro Ridotto (Bo)
  • 24 Febbraio 2017 seconda regionale – Teatro San Prospero (Re)

Per i biglietti è possibile rivolgersi direttamente alla Segreteria o scrivere all’indirizzo centrosharazad@gmail.com

 

Recensione 2 Dicembre 2016 di Richard D. Hutchinson :

LE ROSE D’INVERNO E LA PIOVRA DI LYNCH

Winter Roses è stata un’esperienza molto densa e brada.
Si tratta inconsapevolmente di un’operazione raffinatissima di post-teatro perché esce dalla insopportabile e novecentesca necessità petit-bourgeois di avere una “trama” o una rassicurante delineazione di “personaggi”.
Ogni attrice ha messo in scena un “Altro da sé” in una maniera talmente non mediata da risultare insopportabilmente emozionante e, di fatto, purificando la classica separazione pubblico/palcoscenico.
Il palcoscenico è fin dalle prime immagini, impressioni, diventato il luogo onirico di ciascun “ardito” seduto in sala.

Io stesso ho subito a tratti crisi vagali narcolettiche per poter maneggiare tutto il materiale incandescente che affiorava costantemente.
La oscenità e sublime dolcezza che si è dispiegata nello spirito di tutti i presenti ha dipanato una matassa, un groviglio di emozioni al di là delle intenzioni della regia: inquietante e balsamico si è trattato di qualche cosa di talmente avanzato da non essere facilmente gestibile nell’ordinaria quotidianità.
Post-teatro dicevo perché tutto basato su intuizione, dolore, sollievo e carne.

Winter Roses è carne trapassata da Spirito sostanzialmente…
Ma l’aspetto più potente dell’esperienza consiste nella venerazione del maschio/fallo/sovrano che tutto lo spettacolo ha mostrato a faville, acqua di tempra e colpi di martello.
Il carciofo/fallo in esfoliazione, il corpo dell’attrice (era una sola donna caleidoscopica sul palco, apparentemente divisa in schegge differenti) che fungeva da tentacolo primordiale, la sacra scelta del profano ordinario, sono gli elementi che hanno mostrato il vero e profondissimo (abissale) volto lynchano di tutto il lavoro.
La metafora inoppugnabile che si è offerta alla fine, nel giardino delle rose, è stata di dignità “vetero-testamentaria” e di aroma emozionante: la liberazione dalla abissale gabbia di bronzo di un enorme Kraken/piovra color rosa carne che verte alla luce.

Alla superficie dell’Oceano.
E quel rubino, dall’ineffabile e difficilmente sostenibile puro sorriso, a guidare la carnale ed eroticissima emersione del Leviatano verso gli irati flutti shakespeariani.

Ho testimoniato un capolavoro.
Raro e finissimo.

…e bisogna essere pazzi per volercisi immergere, ma è urgentissimo farlo.

Grazie a tutte.
Richard D. Hutchinson

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